Berlusconi in Aula: Italia Solida

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Berlusconi in Aula: Italia Solida

Messaggio  ~Zizoù® il Gio Ago 04, 2011 9:17 am

Roma - (Adnkronos/Ign) - Il premier: "Ci adopereremo per intesa con parti sociali, procedere a modifica dello Statuto dei Lavoratori. Bersani: se Berlusconi fa un passo indietro, noi disposti a fare un passo in avanti. La borsa italiana parte positiva, ma poi torna giù a -0,18%. Le parti sociali restano fredde, Cgil attacca: ''Discorso deludente''. Barroso: recenti tensioni su mercati italiani e spagnoli ingiustificate.

Roma, 3 ago. (Adnkronos/Ign) - ''Abbiamo fondamentali economici solidi, le nostre banche sono liquide, solvibili e hanno superato agevolmente gli stress test''. Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo prima alla Camera e poi al Senato.

Non bisogna "inseguire i nervosismi del mercato finendo così per alimentarli", aggiunge subito dopo il premier, che domani incontrerà le parti sociali, sottolineando: "E' chiaro che i problemi sono diretta conseguenza della crisi di fiducia che scuote i mercati internazionali e che non accenna a placarsi sia per l'incertezza sull'euro che per la spinta della speculazione finanziaria". Ma "il Paese ha un sistema politico solido".


"Come spesso accade i mercati non valutano correttamente e non tengono nel giusto conto la nostra solidità; quella delle banche, la solidità delle famiglie e delle imprese, il contenuto dell'indebitamento estero; e la prudenza seguita nella politica di bilancio nel corso della crisi", ha sottolineato.


Dunque, ''è essenziale dare certezza ai mercati definendo con chiarezza tempi, risorse e interventi previsti", ha aggiunto Berlusconi ricordando che l'Europa considera ''l'Italia in condizioni di assoluta sicurezza'', come ha riconosciuto anche Barroso.


Quanto al deficit, "il sentiero di riduzione viene ora percorso, di fatto, più rapidamente . E' quello che ci chiedono ed è quello che noi faremo". Per quanto riguarda la crisi, ''non abbiamo fatto poco - ci tiene a sottolineare Berlusconi - sappiamo di certo che c'è ancora molto da fare''. E ''la crescita è l'obiettivo essenziale''.


"La crescita ecomica e l'occupazione è la conseguenza di una positiva convergenza dei comportamenti responsabili degli attori sociali - prosegue - Per questo ci adopereremo per un'intesa con le parti sociali sui modi per realizzare una efficace unità d'intenti". E sottolinea: "Il governo ha da tempo proposto la valutazione delle parti sociali della bozza di riforma dello statuto del lavoro. E' giunto il momento di verificare il grado di consenso per procedere all'esame parlamentare''.


''Raccolgo il saggio appello alla coesione nazionale del presidente Napolitano e lo faccio mio'', prosegue il premier rivolgendosi alle opposizioni, perché questo è il momento di lavorare tutti insieme: ''Rimbocchiamoci le maniche". ''Nessuno - aggiunge - nega la crisi. Tutti dobbiamo lavorare per superarla''.


"State ascoltando un imprenditore che ha tre aziende in Borsa e che dunque è nella trincea finanziaria, consapevole ogni giorno di quel che accade sui mercati", afferma Berlusconi agitando i banchi dell'opposizione. E "il governo è stato quotidianamente impegnato nella soluzione di crisi aziendali: in 8 mesi abbiamo risolto 30 vertenze grazie alla nostra determinazione, alla reazione delle imprese e alla collaborazione dei sindacati assieme ai quali abbiamo dato un futuro stabile a queste aziende". "Vogliamo restare al fianco di chi produce. Continueremo a lavorare su questo fronte consapevoli che l'apparato produttivo è fondamentale per la ripresa. La nostra economia è vitale, forte della capacità innovativa degli imprenditori e del senso di responsabilità delle parti sociali come visto nell'appello per la crescita".


In ogni caso, "al governo spetterà di fare per intero il proprio compito, di completare il proprio lavoro. Un lavoro a cui gli italiani ci hanno chiamati nel 2008 e che completeremo nel 2013, quando ci sottoporremo nuovamente al loro giudizio con la serena coscienza di chi ha fatto tutto il possibile per il proprio Paese in anni così difficili". "Nei venti mesi che ci separano da quell'appuntamento - ha proseguito - il governo farà il governo, completerà il percorso delle riforme già all'attenzione del Parlamento, rafforzerà sempre di più il rapporto con le parti sociali e proporrà una agenda di interventi per sostenere la crescita e lo sviluppo economico dell'Italia". "Agli italiani diciamo che il governo è pronto a fare fino in fondo la sua parte: abbiamo la maggioranza parlamentare, abbiamo una forte determinazione, abbiamo la piena consapevolezza della responsabilità e degli impegni che ci attendono e il desiderio profondo e sincero di consegnare agli italiani tra due anni un Paese più forte e più sicuro di sé. E' una sfida difficile, ma gli italiani meritano che venga giocata fino in fondo e che con tutte le nostre forze e siamo convinti -ha concluso Berlusconi- che sapremo essere tutti insieme all'altezza di questa sfida".


Non manca un accenno alla questione dei costi della politica: "Il governo agirà per contenere tutti gli emolumenti delle alte professionalità pubbliche riconducendoli ai valori medi europei", ha detto il presidente del Consiglio, aggiungendo di aver firmato oggi un decreto per l'allineamento alla media Ue degli emolumenti per la più alte cariche, elettive e non della Pa. Berlusconi ha anche sottolineato che il Consiglio dei ministri ha già approvato la riforma costituzionale per dimezzare il numero parlamentari e a contenere tempi e costi dell'attività legislativa.

~Zizoù®

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